L'Associazione è apartitica, apolitica, aconfessionale.
L'Associazione ha lo scopo di:
- Richiamare e preparare le donne alle loro responsabilità sociali.
- Favorire una migliore educazione civile e sociale della donna al solo fine del raggiungimento del bene comune.
- Realizzare una maggiore solidarietà fra le donne, impegnandole alla soluzione dei problemi di pubblica utilità.
- Tendere al coordinamento e alla collaborazione con associazioni femminili nazionali ed estere.
- Pur non occupandosi di problemi esistenziali, il Radar Club si potrà interessare del particolare e specifico caso, che altri non abbiano i mezzi per risolvere, studiando con impegno la soluzione.
Al Radar Club possono iscriversi tutte le donne che abbiano compiuto 21 anni di età, che si impegnino a collaborare per una convivenza libera e democratica, che sentano il dovere di dare una reale collaborazione allo studio e alla risoluzione dei problemi.
La partecipazione si intende come attiva presenza alle riunioni del Club.
Nel Radar Club sono rappresentate tutte le categorie sociali senza riferimento alcuno a titoli di studio, in modo da permettere a tutte le donne associate di operare in tutti gli ambienti, di conoscere i numerosi problemi, che, particolarmente in questi ultimi anni, si presentano in città. Nelle Consulte comunali e regionali femminili, nel CAF e nel suo giornale, il Radar Club è rappresentato dalle socie incaricate.
Il Consiglio Direttivo è eletto dall'assemblea delle socie, resta in carica due anni e può essere rieletto.
È formato da una Presidente, una Vice-Presidente, una Segretaria, una Tesoriera.
Il Consiglio è formato da nove membri.
Il Radar Club ha sede a Torino presso la Presidente in carica.
Il Radar Club è stato costituito il 2 dicembre 1955 in Torino, ma sin da alcuni mesi prima ne era già stata studiata la formazione, affinché al suo battesimo ufficiale risultasse strutturalmente già costituito.
In quegli anni di ricostruzione dell'Italia dopo la guerra, era nell'animo dei benpensanti e volitivi un assetto sociale consono al desiderio di una libera democrazia, in cui anche le donne sentissero la loro parte di responsabilità. Tra queste fu Ada Sibille Beraud a porsi alla guida di altre donne, dando luogo alla formazione del Radar Club e mettendo a servizio del Club la sua intelligenza, capacità e bontà d'animo. Nel 1954 la Sibille, all'epoca Assessore al Comune di Torino, aveva ricevuto l'invito del Ministero del Lavoro del Governo americano a partecipare nella primavera successiva ad un viaggio di studio in favore di donne impegnate in Europa in pubbliche Amministrazioni o nel Servizio sociale. Ella durante i due mesi trascorsi nelle principali città dei diversi Stati visitando centri di interesse sociale e vivendo esperienze afferenti il suo settore d'attività, si era resa conto di quanta importanza avessero i club femminili. Rientrata dagli Stati Uniti, in un giorno della primavera del 1955 tenne in un'aula scolastica del Collegio San Giuseppe di Torino una conferenza dal tema "Esperienze di un viaggio negli Stati Uniti". In poco tempo prese corpo l'idea di costituire un tipo di associazione femminile che desse, anche alle donne torinesi, la possibilità di esprimere la propria personalità in un ambiente in cui, fraternamente unite, si potesse efficacemente lavorare per il bene comune. Le prime persone particolarmente entusiaste e preparate a recepire la proposta, e che per la loro competenza fecero la fortuna del Radar, furono Lina Morello, Elda Richieri addetta culturale prima dell'Ambasciata di Ottawa poi al Consolato Italiano di St.Louis nel Missouri - quindi informata della vita americana ed in particolar modo di quella femminile - e la sorella Maria Luisa Richieri che per ragioni di studio raggiunse la sorella Elda a St. Louis tra il 1938 ed il 1939. Dal giorno della conferenza al San Giuseppe ebbe inizio un'attività frenetica ed entusiasmante, in una Torino dove prima della guerra erano apparse le prime importanti associazioni a livello internazionale o culturale, ma mancavano associazioni femminili a partecipazione viva e singola di ogni donna, come il Radar si proponeva di essere.
Il Radar Club, così battezzato dalla stessa Sibille per "captare" ogni segnale della realtà sociale allora in grande trasformazione, nasceva con lo scopo di captarne i problemi, studiarli e discuterli per dare un contributo alla vita sociale. Nel gennaio del 1956 Ada Sibille ed Elda Richieri stilarono lo Statuto con l'assistenza del Notaio Ghigliardi Cellio, mentre altre amiche collaboravano alla formazione del club che iniziava la sua vita sotto la presidenza di Maria Luisa Richieri Porro, validamente affiancata da Maria Cristina Chicco, Matilde Lanfranchi, Jolanda Canalini Cerrina, Lina Morello, Giuseppina Muzzoli, Lidia Francia, Mattutina Pasquali al cui padre, il pittore Miradio, il Radar Club deve il suo simbolo. In seguito, alla presidenza si avvicendarono Ortensia Biggio Federici, Adelaide Forno, Camilla Vignolo Lutati Cortellezzi, Adriana Crotta Ferraris, Valeria Graglia Guerra, Anna Maria Trinchero Muratori, Bianca Payrotti Sarzano, Lidia Fernandez Alvaro, Giulietta Cisotto Viecca, Laura Galfrè De Cillis.
Le riunioni del Radar per molti anni si tennero presso l'Hotel Suisse, grazie alla cortese disponibilità della allora proprietaria famiglia Perego, e dal 1970 presso l'Hotel Ambasciatori che è tuttora sede abituale delle riunioni.
R.P.M.